sabato 1 ottobre 2011

Aldo Grasso

«Star Academy» Sanremo anni 80

E la giuria «senza personalità»

Sulle ceneri di «X Factor» è rinato «Star Academy» (Rai2, 21.05). È vero che si trattava della prima puntata, che la gara non è ancora entrata nel vivo, che bisogna concedere al programma il tempo di crescere, ma la prima impressione è che la Rai abbia ceduto alla concorrenza un buon format e una produzione di livello per realizzare una versione povera, con tutti i difetti dei varietà targati Rai. In realtà, «Star Academy » non è neanche una novità, ma riporta in vita uno dei primi talent sbarcati nei palinsesti italiani, quell’Operazione trionfo in cui Miguel Bosè aveva sparso lacrime a profusione, consegnandosi all’imitazione della Gialappa’s.
Liquidando «X Factor», la Rai aveva annunciato l’intenzione di dar vita a una produzione meno dispendiosa, per andare incontro a tagli al budget. In effetti, in «Star Academy», il risparmio c’è e non tanto in termini economici. È un risparmio di idee nella selezione degli ospiti (in un tripudio di autoreferenzialità, c’è anche il «figlio» di «X Factor» Marco Mengoni). Un risparmio di creatività nella selezione delle canzoni, tutte molto meno ricercate e intriganti rispetto all’antecedente.
Il meccanismo della gara è complesso e dispersivo, ma in fondo poco importa, c’è sempre spazio per il dispiegarsi della retorica del talent show, c’è sempre tempo per i concorrenti di compiere il famigerato «percorso». Il clima complessivo dà un po’ l’impressione di un Sanremo anni Ottanta (Ron e Mietta!), i giudici votano con un telecomando che ricorda i primi esperimenti di interazione televisiva, i balletti sono kitsch al punto giusto, e senza le tutele di Magnolia, Francesco Facchinetti sembra aver perso gran parte del suo smalto.
Ma il problema principale di «Star Academy» sono i quattro giudici, che rappresentano sempre l’ingrediente fondamentale per garantire il successo di un talent show. Nicola Savino, Lorella Cuccarini, Roy Paci e una spaesata Ornella Vanoni non mostrano mai abbastanza personalità per dare spessore al programma.

01 ottobre 2011 09:41
 
(www.corriere.it)

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